ANNEGAMENTO SECONDARIO

ANNEGAMENTO SECONDARIO

Parliamo di annegamento.

Ma di un aspetto dell’annegamento molto più infimo e pericoloso di quello “classico”: l’ANNEGAMENTO SECONDARIO.

L’annegamento primario avviene immediatamente dopo aver inalato acqua nei polmoni e si manifesta subito dopo un incidente acquatico. In questo caso la respirazione della vittima si blocca per colpa dell’acqua inalata oppure per uno spasmo della laringe che chiude completamente le vie aeree. Ma tutto questo avviene subito!

L’ANNEGAMENTO SECONDARIO invece è un fenomeno che si manifesta anche molto tempo dopo l’incidente acquatico (anche 72 ore dopo). Praticamente l’acqua inalata si deposita nei polmoni e li vi rimane (senza causare all’inizio particolari problemi respiratori). Questo causa però una risposta del nostro sistema respiratorio che cercherà di espellere l’acqua. Se non trattato tempestivamente, questo processo (che può durare anche 72 ore) può portare ad edema polmonare.

I BAMBINI SONO I PIÙ ESPOSTI A QUESTO FENOMENO (per la particolare conformazione del loro sistema respiratorio).

Quindi se siete stati vittime di un incidente acquatico risolto senza particolari problemi, ma avete inalato acqua (anche poca), recatevi comunque in PS. Una semplice rx toracica può scongiurare gli effetti dell’ANNEGAMENTO SECONDARIO

COLPO DI CALORE

COLPO DI CALORE

COLPO DI CALORE

Il colpo di calore è provocato da condizioni ambientali di temperatura elevata (a partire da 35°C), ridotta ventilazione e, soprattutto, elevata umidità (maggiore del 60-70%) che non consentono all’organismo di disperdere il calore in eccesso tramite la sudorazione (termoregolazione) e di mantenere la temperatura del corpo intorno ai 37 gradi centigradi (37°C). Se, ad esempio, l’umidità è molto elevata, il sudore evapora più lentamente e il calore corporeo non viene eliminato come dovrebbe. Quando ciò accade, ad esempio durante le ondate di calore, la temperatura del corpo aumenta troppo (ipertermia) causando potenziali danni alla salute. L’ostacolo all’evaporazione del calore rende il caldo umido, a parità di gradi, maggiormente percepito rispetto al caldo secco.

Se nonostante tutte le precauzioni sopra descritte dovessero comparire uno o più disturbi (sintomi) come, ad esempio, malessere generale, elevata temperatura corporea (febbre), nausea, sete intensa, crampi, confusione mentale, svenimento è bene chiamare al più presto il proprio medico curante, la guardia medica o i numeri di soccorso sanitario (118).

Nell’attesa:

trasportare la persona in un luogo fresco e ventilato, distenderla con le gambe sollevate rispetto al resto del corpo, raffreddare il corpo e il capo, usando panni bagnati o immergere il corpo in una vasca di acqua fresca (ma non troppo fredda), mantenere calma la persona, perché l’ansia aumenta ulteriormente la temperatura, non strofinare il corpo con l’alcol, perché potrebbe raffreddarlo troppo rapidamente e provocare uno sbalzo termico pericoloso, fare bere acqua non troppo fredda a piccoli sorsi o bevande arricchite di sali minerali non somministrare farmaci per abbassare la febbre (antipiretici), senza aver consultato il medico

DISTORSIONE – SLOGATURA -FRATTURA

DISTORSIONE – SLOGATURA -FRATTURA

DISTORSIONE – SLOGATURA – FRATTURA

 

Quando siamo in spiaggia è quasi impossibile star fermi ed evitare di andare incontro ad eventi traumatici.

Gli esiti più frequenti sono le contusioni, le distorsioni, le fratture e le lussazioni.

La contusione è una lesione dei tessuti sottocutanei, caratterizzata dalla formazione di un ematoma (livido) nei muscoli o nelle ossa, senza escoriazioni o ferite sulla cute.

La distorsione è una lesione originata da un movimento non fisiologico di una delle articolazioni, caratterizzata dallo spostamento, istantaneo e parziale, dell’articolazione dalla sua naturale collocazione.

Per frattura si intende una piccola crepa presente su una delle ossa del piccolo. È caratterizzata da dolore locale, gonfiore e impossibilità del movimento e infine per lussazione si intende uno spostamento, persistente e completo, dell’articolazione dalla sua naturale collocazione. La lussazione avviene se c’è un movimento articolare non fisiologico.

COSA NON FARE

  • Eseguire qualunque tipo di azione con un’articolazione dolente, con lividi (ecchimotica) e gonfia (edematosa); 
  • Muovere un osso di cui si sospetta la frattura; 
  • Tentare di ridurre una lussazione. 

COSA FARE

In caso di trauma lieve o moderato, con tumefazione e lividi locali di modesta entità: 

  • Applicare sempre ghiaccio; 
  • Tenere l’articolazione a riposo. In genere la persona infortunata si metterà già in una posizione antalgica (posizione in cui sentirà meno dolore) quindi non tentiamo di spostarla o muoverla a meno che non sia in imminente pericolo.

In caso di dolore locale intenso, difficoltà nel movimento, deformità scheletriche o articolari, tumefazioni e lividi locali di modesta entità: 

  • Immobilizzare la parte colpita con stecche e fasciature; 
  • Portare la persona infortunata in Pronto Soccorso per valutazione ed eventuale radiografia; 
  • Nei traumi gravi allertare SEMPRE i Soccorsi Avanzati (118) e attenderne l’arrivo.
COLPO DI SOLE O INSOLAZIONE

COLPO DI SOLE O INSOLAZIONE

Colpo di sole o insolazione

Se sei sotto al sole a picco e cominci ad avvertire; mal di testa, forte senso di nausea, vertigini e spossatezza, allora probabilmente hai un COLPO DI SOLE o INSOLAZIONE.

Il colpo di sole è un insieme di disturbi che insorgono dopo un’esposizione diretta, eccessiva e prolungata ai raggi del sole del corpo. Si tratta di un’evenienza grave, in quanto all’azione del calore sull’intero organismo si aggiungono gli effetti delle loro radiazioni ultraviolette (UVB e UVA) e infrarosse sulla superficie del capo e sui vasi cerebrali, che si manifestano con cefalea e vertigini, seguite da sintomi più severi, come malessere generale, nausea e convulsioni, fino allo stato confusionale ed alla perdita di coscienza.

Chi è colpito da insolazione: Avverte mal di testa e spossatezza: è possibile attuare le misure di primo soccorso (accompagnare la persona in un luogo fresco, lasciarlo sdraiato e fare spugnature con acqua fresca, non gelata), se perde i sensi, occorre prestare primo soccorso e chiamare immediatamente il 118.

Segnali a cui prestare attenzione

Per evitare gli effetti più negativi dei colpi di sole è indispensabile cogliere (o riconoscere in chi ci sta accanto) i primi segnali d’allarme. La persona colpita da insolazione si sente tipicamente confusa e lamenta forte dolore al capo. Al contempo, si manifestano irrequietezza, malessere, battito cardiaco accelerato, pelle calda al tatto, sudorazione eccessiva e vertigini.

PUNTURA DA MEDUSA

PUNTURA DA MEDUSA

Puntura di Medusa: cosa si sente dopo il contatto?

Al primo contatto tra pelle e medusa, si percepisce un forte bruciore. Subito dopo, la superficie cutanea coinvolta diventa rossa e compaiono dei piccoli pomfi (rigonfiamenti della cute), simili a quelli dell’orticaria. Il dolore associato a quest’irritazione comincia ad attenuarsi dopo una ventina di minuti, lasciando spazio ad un intenso prurito.

Quali sintomi comporta?

La puntura di medusa provoca una reazione infiammatoria caratterizzata da:

Rossore localizzato (eritema); Rilievi cutanei (pomfi); Vescicole e bolle; Dolore; Bruciore; Formicolio e intorpidimento; Prurito.

Se la puntura di medusa coinvolge più del 50% del corpo, questa sintomatologia può essere estremamente intensa e l’intensità del dolore può diventare insopportabile. Di solito, la sensazione urente si risolve dopo circa 10-20 minuti, ma resta il prurito.

Va ricordato che l’effetto della puntura di medusa dipende dalla suscettibilità individuale (alcune persone sono maggiormente predisposte a sviluppare reazioni gravi), dalla specie in questione, dal tempo di permanenza in acqua e dall’area geografica dell’incidente.

Cosa FARE

Se si entra accidentalmente in contatto con una medusa e non si fosse proprio riusciti ad evitare la sua puntura, è possibile neutralizzarne gli effetti con alcuni semplici accorgimenti:

Allontanarsi con calma ed uscire dall’acqua

Nel caso si venga sfiorati da una medusa mentre di sta nuotando al largo, è bene non fare movimenti scomposti, cercando di allontanarsi (per quanto possibile, senza agitarsi). Se non si è riusciti a evitare l’animale e la sua puntura, raggiungere la riva, dove, se necessario, è possibile chiedere aiuto a qualcuno.

In caso di puntura di medusa, sciacquare ripetutamente la parte colpita con acqua di mare molto calda, in modo da diluire le tossine rilasciato dai tentacoli non ancora penetrate nella pelle. Evitare, invece, l’acqua dolce perché potrebbe favorire la rottura delle cnidocisti (strutture urticanti che le meduse usano per difendersi) rimaste sulla pelle ed aumentare il dolore della vittima.

Finché i tentacoli e gli eventuali residui della medusa aderiscono alla pelle, continuano a rilasciare veleno, quindi vanno prontamente asportati.

Per rimuovere le parti rimaste attaccate alla superficie cutanea occorre armarsi di pazienza e di una tessera di plastica rigida (es. carta di credito) o di un coltello (non dalla parte della lama).

Se subentrano altri disturbi (reazione cutanea diffusa, nausea, vomito, sudorazione profusa, mal di testa, pallore, vertigini, disorientamento e difficoltà respiratorie) è bene cercare un tempestivo intervento medico. In alcune persone particolarmente sensibili, infatti, la puntura di una medusa può innescare una reazione allergica o, peggio, uno shock anafilattico. In questi casi, la tempestività di intervento è fondamentale.

Cosa NON fare

Dopo una puntura di medusa, occorre evitare il peggioramento dei sintomi e fare attenzione a non incappare in alcuni comuni errori:

Non strofinare o grattare la parte, dopo la puntura di medusa, cercare di resistere alla tentazione di grattare la parte colpita. Cedere a questa reazione istintiva significa rompere le eventuali cnidocisti residue, liberando ulteriore veleno. In seguito alla puntura di medusa, fare attenzione a non toccare occhi e bocca.

Non affidarsi ai rimedi della nonna, ma applicare un prodotto a base di cloruro di alluminio

I rimedi della nonna, come ammoniaca, urina, limone, aceto e alcol, potrebbero ulteriormente infiammare la parte colpita dalla puntura di medusa.

Per lenire il prurito, è meglio ricorrere ad una crema o un gel a base di cloruro di alluminio, meglio se ad una concentrazione del 5%. Questo prodotto è reperibile in farmacia e serve a lenire il prurito ed a bloccare la diffusione delle tossine.