UN MARE SENZA BARRIERE

UN MARE SENZA BARRIERE

Un Mare Senza Barriere: Follonica Abbatte le Barriere per la Disabilità*

Oggi, nella sala consiliare del Comune di Follonica, si è tenuta una conferenza stampa per presentare il progetto “Un Mare Senza Barriere”, un’iniziativa unica nel suo genere ideata e promossa dalla Associazione Nazionale Salvamento (SNS) sezione di Follonica e patrocinata dall’amministrazione comunale.  All’evento erano presenti il sindaco Andrea Buoncristiani, l’assessore Marrini, il consigliere con delega alla accessibilità Ricceri, il responsabile di sezione SNS Lolini e un gruppo di operatori SNS.

Il progetto “Un Mare Senza Barriere” si pone l’ambizioso obiettivo di abbattere le barriere,

è il primo progetto al mondo che permette a persone con disabilità fisiche, sensoriali, cognitive o psichiche di fare snorkeling vero, in mare aperto, in sicurezza e gratuitamente.

È un progetto unico al mondo per caratteristiche di sicurezza e operatività.

È nato a Follonica nel 2016, è stato sperimentato solo a Follonica, e nel 2025 viene svolto esclusivamente a Follonica.

A renderlo possibile è un team di bagnini addestrati, quasi tutti anche operatori 118 con esperienza reale in ambulanza.

Gli operatori entrano in mare insieme all’utente, utilizzando dispositivi da salvataggio in alto mare: caschetti, cinture ad H da 150 newton, radio, boe e altri DPI specifici.

Il servizio si svolge sulla spiaggia pubblica, davanti alla Colonia Marina, ed è il frutto di anni di lavoro sul campo, svolti sempre a Follonica dagli stessi soccorritori che lo hanno ideato.”

“Un Mare Senza Barriere” non è solo un progetto di inclusione, ma una testimonianza concreta dell’impegno del Comune di Follonica e dell’SNS per garantire pari opportunità a tutti.  L’iniziativa rappresenta un modello di eccellenza per l’accessibilità al mare, promuovendo la piena integrazione sociale e il diritto alla fruizione di un bene comune prezioso come il mare.

l progetto “Un Mare Senza Barriere” prende ufficialmente il via il 29 luglio e proseguirà fino al 14 settembre 2025.

Il servizio si svolge tutti i giorni, dalle 9:00 alle 13:00, su appuntamento, prenotabile direttamente dal sito www.unmaresenzabarriere.it.

L’attività si tiene sulla spiaggia pubblica di Follonica, di fronte all’ex Colonia Marina, all’interno di una struttura appositamente realizzata dal Comune di Follonica per garantire accoglienza, sicurezza e operatività.

l progetto “Un Mare Senza Barriere” prende ufficialmente il via il 29 luglio e proseguirà fino al 14 settembre 2025.

Il servizio si svolge tutti i giorni, dalle 9:00 alle 13:00, su appuntamento, prenotabile direttamente dal sito www.unmaresenzabarriere.it.

GIORNATA MONDIALE PER LA PREVENZIONE DELL’ANNEGAMENTO IN MARE

GIORNATA MONDIALE PER LA PREVENZIONE DELL’ANNEGAMENTO IN MARE

Follonica in prima linea per la sicurezza in mare

Il 25 luglio, in occasione della Giornata Mondiale della Prevenzione dell’Annegamento, Follonica ha organizzato un evento dedicato alla sensibilizzazione e alla prevenzione degli annegamenti, con il motto “Ogni annegamento è prevenibile. Esistono soluzioni”. L’iniziativa, promossa dall’OMS e supportata dalla Risoluzione ONU del 2021, mira a ridurre l’impatto tragico degli annegamenti attraverso strategie di prevenzione.

L’evento “Bandiera Blu: al mare in sicurezza”, si è svolto presso lo stabilimento balneare Parrini, ed è stato frutto della collaborazione tra l’Amministrazione comunale, il Consorzio balneari, la Capitaneria di Porto, i Vigili del Fuoco, il Circolo nautico Cala Violina, la Società Nazionale di Salvamento (SNS) e la CRI.

Il programma della giornata ha incluso il saluto delle istituzioni, con un discorso del Sindaco Buoncristiani, seguito da attività in mare, simulazioni di soccorso, dimostrazioni con unità cinofile e l’utilizzo del Rescue Can. È stato inoltre presentato il progetto “Papà ti salvo io” della SNS.

Alberto Aloisi, Presidente del Consiglio comunale con delega ai rapporti con il mondo balneare, ha sottolineato l’importanza di eventi come questo per sensibilizzare sui rischi e promuovere comportamenti sicuri in mare. Un invito alla collaborazione e all’attenzione per tutti i frequentatori delle spiagge di Follonica.

SOCIALE

La Società Nazionale di Salvamento (SNS) di Follonica è molto più di un semplice club di bagnini. È un’organizzazione profondamente radicata nella comunità, che si impegna quotidianamente per la sicurezza e il benessere dei cittadini, dimostrando una dedizione encomiabile sia in situazioni di emergenza che nella promozione di un’inclusione sociale concreta.

**Un faro di solidarietà durante il Covid-19:**

Durante l’emergenza sanitaria legata al Covid-19, la sezione di Follonica si è distinta per la sua tempestiva e generosa risposta. I volontari, con spirito di abnegazione, si sono prodigati nella consegna di mascherine e dispositivi di protezione individuale, contribuendo a contrastare la diffusione del virus e a garantire la sicurezza di tutti.

**Un mare accessibile a tutti:**

Ma l’impegno della SNS di Follonica non si limita alle emergenze. Durante la stagione estiva, l’organizzazione si dedica con passione all’inclusione sociale, offrendo un servizio prezioso alle persone con disabilità. Grazie alla presenza di personale altamente qualificato e preparato, la SNS accompagna queste persone a vivere l’esperienza del mare, altrimenti preclusa a causa della mancanza di assistenza continuativa e specializzata. Questo impegno concreto permette a chi ha difficoltà motorie o altre limitazioni di godere della bellezza e della serenità del mare, promuovendo la piena partecipazione alla vita sociale e ricreativa della comunità.

**Oltre il bagnino: un ruolo sociale fondamentale:**

L’esempio della SNS di Follonica dimostra come un’organizzazione di salvamento possa essere molto più di un semplice servizio di sicurezza in spiaggia. L’impegno costante dei volontari, la loro dedizione e la loro capacità di rispondere alle esigenze della comunità, rendono la SNS un punto di riferimento fondamentale per Follonica, un vero e proprio esempio di solidarietà, inclusione e responsabilità sociale. La loro presenza è un valore aggiunto inestimabile per la vita della cittadina, un simbolo di speranza e di impegno civile che merita di essere riconosciuto e apprezzato.

**Un futuro di impegno:**

La SNS di Follonica guarda al futuro con determinazione, pronta a continuare il suo prezioso lavoro a favore della comunità. L’impegno dei volontari, la loro professionalità e la loro passione rappresentano una garanzia per la sicurezza e il benessere di tutti, confermando l’importanza di questa organizzazione per la vita sociale di Follonica.

LA VERDESCA

LA VERDESCA

Lo squalo verdesca è pericoloso?

La verdesca è uno degli squali più diffusi al mondo e che di tanto in tanto si avvicina alla costa.

La verdesca, conosciuta anche come squalo azzurro o blu, è tra le specie più comuni e diffuse al mondo, anche nelle acque del Mediterraneo e in Italia. Appartiene alla stessa famiglia del grande squalo bianco, quella dei carcarinidi, e nuota principalmente nelle acque aperte e superficiali, spesso accompagnata dai pesci pilota con cui ha un rapporto simbiontico.

Di tanto in tanto si avvicina però alla costa, dove non di rado viene avvistata da bagnanti e imbarcazioni, per cui viene spontaneo da chiedersi: può essere pericolosa per l’uomo?

La verdesca (Prionace glauca) è uno squalo longilineo, con la testa molto appuntita ed estremamente agile che può raggiungere anche i 3,5 metri di lunghezza e pesare oltre 300 kg. Si tratta quindi di un predatore piuttosto grande e con una grossa bocca dotata di denti triangolari, obliqui e seghettati, come molte altre specie di squali. I margini dentellati aiutano lo squalo strappare la carne più facilmente, che di soli è però rappresentata da piccoli pesci e calamari.

È noto che le verdesche tendono a seguire le imbarcazioni e l’uomo incuriosite e attratte dai pesci, ciononostante sono squali poco aggressivi e abbastanza docili che di certo non riconoscono i bagnanti come una potenziale preda.

Solitamente, infatti, gli incontri con questi squali non rappresentano un pericolo se ci si trova vicino alla costa, poiché gli unici attacchi davvero confermati e noti in tutto il mondo sono sempre avvenuti in mare aperto.

Si tratta in ogni caso di eventi estremamente rari se non eccezionali, basta pensare che secondo l’Università della Florida tra il 1580 e il 2013 sono appena 13 gli attacchi di verdesca verificati, di cui solamente quattro rivelatisi poi mortali.

Come altri squali è dotato di numerosi denti triangolari e seghettati che possono causare ferite anche gravi

Con tutta probabilità, inoltre, come confermato da uno studio recentemente pubblicato sul Journal of The Royal Society Interface, gli squali mordono gli umani quasi sempre per sbaglio, scambiandoli per prede o, nel caso della verdesca, per capire se si tratta di qualcosa di commestibile. Quelli dello squalo azzurro sono quindi “morsi esplorativi” e non veri attacchi intenzionali, ma considerando la potenza del morso e i denti affilati le conseguenze possono essere molto serie.

Per cui sì, anche se si tratta di un’eventualità estremamente rara, le verdesche possono rappresentare un potenziale pericolo per l’uomo ma, capovolgendo il punto di vista, siamo certamente noi la vera minaccia per gli squali. Nelle nostre acque le verdesche hanno infatti subito un calo numerico spaventoso del 75% negli ultimi decenni, in particolare nello Ionio, mentre nell’Adriatico si riscontra un declino meno importante.

Prendendo in considerazione l’intero bacino del Mediterraneo il calo raggiunge addirittura il 97%, rendendo così la verdesca una delle specie di squalo a maggiore rischio estinzione nel Mare Nostrum. Anche se la pesca è ufficialmente vietata in Italia, le catture illegali o quelle accidentali e involontarie, il cosiddetto bycatch, sono purtroppo ancora molto numerose.

ANNEGAMENTO

ANNEGAMENTO

Cos’è l’annegamento e come avviene: capire per prevenire

L’annegamento è una delle principali cause di morte accidentale nel mondo. È un evento improvviso e spesso silenzioso, che può verificarsi in mare, piscina, fiumi o anche in poca acqua. Comprendere cosa accade realmente durante un annegamento è fondamentale per prevenirlo e intervenire tempestivamente.

Annegamento primario: quando tutto avviene in pochi secondi

L’annegamento primario si verifica quando una persona inala acqua nei polmoni. Spesso è causato da un incidente: crampi, corrente, panico o malore. Lo spasmo della laringe blocca le vie respiratorie e impedisce di respirare, causando ipossia, perdita di coscienza e rischio di morte in pochi istanti.

Silenzioso e rapido: i falsi miti sull’annegamento

L’annegamento non è come nei film: è silenzioso. La vittima non riesce a chiamare aiuto né a muoversi in modo efficace. I segnali sono sottili: sguardo perso, braccia ferme, posizione verticale. Riconoscerli è vitale per intervenire in tempo.

Annegamento secco: una condizione rara ma da conoscere

A volte lo spasmo laringeo continua anche fuori dall’acqua, impedendo la respirazione. Anche chi sembra stare bene subito dopo il salvataggio può peggiorare rapidamente. È essenziale tenere la persona sotto osservazione e chiamare i soccorsi se ci sono dubbi.

Annegamento secondario: quando i sintomi arrivano dopo

L’annegamento secondario si manifesta ore dopo aver inalato una piccola quantità d’acqua. Provoca infiammazione e accumulo di liquidi nei polmoni. Sintomi: tosse persistente, respiro corto, stanchezza, confusione. Se presenti, serve assistenza medica urgente.

Cosa fare in caso di annegamento

  • Chiama i soccorsi immediatamente (118 in Italia).
  • Metti in sicurezza te stesso prima di soccorrere.
  • Rimuovi la persona dall’acqua con cautela.
  • Valuta coscienza e respirazione. Se assenti, avvia la RCP.
  • Alterna 30 compressioni toraciche a 2 insufflazioni finché non arriva aiuto.

Prevenzione: la chiave per salvare vite

  • Non nuotare mai da soli o in acque non sorvegliate.
  • Sorveglia sempre i bambini, anche in piscina.
  • Evita tuffi in acque sconosciute o dopo pasti pesanti.
  • Non entrare in acqua sotto effetto di alcol o farmaci.
  • Indossa dispositivi salvavita in barca o sport acquatici.
  • Impara il primo soccorso e la rianimazione cardiopolmonare.

L’annegamento può avvenire in pochi secondi. Conoscere i segnali e agire con prontezza può salvare vite. Parlarne significa fare prevenzione.